Hans Carl von Carlowitz

L'inventore della sostenibilità

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#sustainability #forestry #timber

La sostenibilità fu inventata oltre 300 anni fa quale principio economico nella silvicoltura. Un sovraintendente minerario e amministratore contabile forestale ha così cambiato il mondo in maniera tranquilla e silenziosa.
 - Un articolo del Dr. Horst Sproßmann di ThüringenForst -

A Freiberg, a meno di 150 chilometri da Erfurt, nei Monti Metalliferi, che all'inizio del 18° secolo erano la maggiore regione montana del mondo, visse e operò Hans Carl von Carlowitz, sovraintendente minerario del Principato Elettorale di Sassonia e, in tale mansione, amministratore contabile responsabile anche della silvicoltura del Principato Elettorale di Sassonia. Venuto al mondo durante la Guerra dei Trent'Anni, le distruzioni lasciate dietro a sé da quella che fu la più lunga guerra d'Europa segnarono a lungo e profondamente le esperienze di vita di Carlowitz.
Questo aristocratico aperto al mondo si trovò ad affrontare la sfida professionale di gestire e preservare l'economia montana quale motore essenziale per la prosperità sia del Principato Elettorale di Sassonia che dello Stato sassone. Il settore minerario di allora consumava tuttavia immense quantità di legname che veniva utilizzato, da un lato, per le miniere e, dall'altro, come legna da ardere.
Anche la popolazione in rapida crescita e l'espansione delle città richiedevano enormi quantità di legname. Per decenni i boschi della regione furono sfruttati in maniera sfrenata, con la conseguenza che l'approvvigionamento del legname divenne il collo di bottiglia dei rifornimenti di materie prime per l'importantissimo settore minerario. Carlowitz raccomandò allora, ai fini della salvaguardia futura dell'approvvigionamento di legname grezzo della regione montana, un „uso continuo, durevole e rigenerabile“ delle depredate foreste sassoni e inserì tale concetto, a fronte del fatto che la ricrescita del patrimonio boschivo richiede decenni, in un'ottica che travalicava le generazioni.
In futuro dai boschi si sarebbero dovute prelevare solamente le quantità di legname che potevano ricrescere. In questo modo le generazioni future avrebbero avuto le stesse possibilità in termini di sfruttamento delle foreste. Carlowitz fuse le esperienze delle passate generazioni di silvicoltori con la sua sapienza in questo nuovo principio economico, che illustrò nella sua opera di oltre 400 pagine „Sylvicultura Oeconomica“, successivamente pubblicata nel 1713 – e che segnò la nascita della sostenibilità.

La sostenibilità sassone ispira la gestione forestale della Turingia

L'idea del sovraintendente minerario del Principato Elettorale di Sassonia Carl von Carlowitz fu ripresa, qualche decennio dopo, dai silvicoltori della Turingia. Nel 1795 Heinrich Cotta fondò a Zillbach/Meiningen la prima Scuola forestale e successivamente creò l'attuale Facoltà di silvicoltura di Tharandt, quale parte dell'Università tecnica di Dresda, mentre Gottlob König istituì un'Accademia forestale ad Eisenach.
Partendo dal principio di sostenibilità di Carlowitz i due svilupparono quindi le scienze forestali, unitamente al loro insegnamento e formazione. Sassonia e Turingia possono essere considerate, a ragione, non solo come la culla della sostenibilità, ma anche delle moderne scienze forestali. La gestione forestale tedesca gode oggi di un'ottima reputazione in tutto il mondo.
Hans Carl von Carlowitz non visse abbastanza da veder scoccare la scintilla iniziale della sua opera. Morì nel marzo del 1714, all'età di 68 anni, esattamente un anno prima della pubblicazione del suo „Sylvicultura Oeconomica“. Con il suo lavoro non solo ha plasmato l'attuale l'attuale legislazione in materia di silvicoltura sia della Turingia che della Repubblica Federale Tedesca ma persino le Nazioni Unite (ONU) hanno sancito, nel 2012 in occasione della Conferenza dell'ONU di Rio de Janeiro sullo sviluppo sostenibile, la sostenibilità quale principio guida della tutela ambientale globale. Nel corso del tempo il concetto di „sostenibilità“ si è evoluto da una grandezza puramente quantitativa ad una anche qualitativa.

Grazie alle scienze forestali la gestione sostenibile è misurabile

Ma com'è attuato concretamente il concetto di sostenibilità nella gestione dei boschi della Turingia? Di norma, secondo le disposizioni di legge, ogni dieci anni tutti i boschi della Turingia vengono censiti per estensione, capacità di ricrescita locale, presenza di specie e, mediante prove a campione, per le loro dimensioni (assestamento forestale). Appositi programmi informatici, che hanno soppiantato le tabelle del patrimonio e della ricrescita usate in passato, calcolano a partire da tali dati le scorte di legname disponibili.
Dal confronto con gli assestamenti forestali passati i forestali capiscono se il patrimonio boschivo è sfruttato troppo o troppo poco e individuano il raccolto di legna che non compromette, bensì aiuta il patrimonio forestale. Al contempo diviene evidente dove debbano essere piantati nuovi boschi o dove debbano essere curati quelli giovani o, ancora, se determinate specie arboree necessitano di protezione. ThüringenForst usa in media l'80 percento circa del raccolto di legna sostenibile. ThüringenForst raccoglie quindi meno legna di quanto sarebbe sostenibile.
Ciò significa che sta creando un capitale per le generazioni future. ThüringenForst ha integrato tali grandezze di sostenibilità quantitative ed economiche con delle altre qualitative: il suo perseguire con coerenza il concetto di boschi permanenti è reso evidente dall'approccio integrale alla sostenibilità nel contesto delle evoluzioni sociali.
Oltre al legislatore, anche il sistema di certificazione della gestione forestale PEFC tiene sotto stretta sorveglianza lo sfruttamento sostenibile dei boschi di proprietà di ThüringenForst-AöR. E non da ultimo l'aver sottoscritto il patto sulla sostenibilità NAThüringe, dimostra che ThüringenForst è totalmente e profondamente consapevole di questa responsabilità e che la vive anche concretamente nella comunità. (hs)

Photos: Daniela Tröger