Design di mobili 2.0

Tecnologie, influssi e sfide nel XXI secolo

LEVO – Tavolo e panca coordinati dalle dimensioni slanciate
#Levo #BauBuche #MoritzPutzier

Dopo gli anni dell'acciaio, del vetro, dei polimeri e di altri materiali, nel XXI secolo le esigenze poste sulla progettazione di mobili sono cambiate: sostenibilità, longevità e impronta ecologica hanno acquisito sempre più importanza nelle decisioni di acquisto. L'industria ha risposto di conseguenza con un materiale utilizzato già da migliaia di anni: il legno. Con nuove e innovative varianti però, che grazie al progresso tecnico consentono di risparmiare materiale e risorse. Il "design di mobili 2.0" riporta quindi la naturalità nelle nostre abitazioni e nel nostro ambiente di vita e di lavoro.

Breve storia dell'industria del mobile

Gli uomini riflettono sul design dei mobili sin da quando hanno iniziato a costruirli. Il "design di mobili" è orientato all'uomo e alle sue esigenze, ma anche alle tecnologie e ai materiali disponibili.
L'industrializzazione e il crescente potere d'acquisto della società hanno profondamente cambiato il modo di produrre i mobili. Da un lato è stata spianata la strada per la produzione di massa a livello economico. Dall'altro è stato possibile lavorare i materiali disponibili utilizzando nuovi procedimenti. La pietra miliare di questo periodo è rappresentata dalla marcia trionfale del "legno curvato": l'ebanista Michael Thonet ha sviluppato un procedimento con il quale il legno di faggio veniva curvato a vapore caldo e lavorato successivamente per realizzare sedie. La sua "Sedia N. 14" è ancora oggi la sedia più prodotta al mondo e ne sono stati venduti finora oltre 50 milioni di pezzi.

Dopo la Prima Guerra Mondiale la progettazione di mobili è stata plasmata in modo determinante dalla Scuola Bauhaus. Designer come Marcel Breuer o Ludwig Mies van der Rohe e nuovi materiali come l'acciaio tubolare, il vetro, il compensato e l'alluminio hanno definito l'aspetto dei mobili.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale la gamma di materiali si è ampliata ulteriormente includendo plastica, cromo, plexiglas, vernice e la tecnologia di stampaggio a iniezione. Charles e Ray Eames hanno presentato sul mercato la loro "Lounge Chair", richiesta ancora oggi, mentre con forme organiche come la sua "Side Chair" in filo metallico Harry Bertoia conquistava la clientela amante del design.

Moebeldesign 2.0

Solo con la crisi del petrolio del 1973 il boom dei materiali plastici ha visto una brusca fine: i mobili in plastica sono praticamente scomparsi, sostituiti dal legno lamellare e perfino dal cartone (la "Wiggle side chair" di Frank Gehry). Contemporaneamente ha avuto inizio una nuova storia di successo: l'azienda di mobili IKEA ha iniziato a vendere a prezzi d'occasione mobili da portare via o da montare in kit e con la libreria Billy ha portato in salotto a prezzi contenuti pannelli di truciolato pressati rivestiti di pellicola e bordati.
Questa tendenza è durata fino alla fine degli anni '90, quando per la prima volta si è iniziato a parlare anche di concetti quali il riutilizzo e la sostenibilità.

Un mash-up delle principali tendenze

All'inizio del nuovo secolo hanno cominciato a trasparire megatrend che vanno oltre la progettazione di mobili e interessano il cuore della nostra società. Il peso maggiore è dato dall'impressionante aumento della popolazione mondiale, che oltre a causare una crescita del fabbisogno energetico determina anche un aumento nella richiesta di materie prime. Ne risulta una crescente consapevolezza per la sostenibilità, al fine di garantire anche alle generazioni future uno standard di vita di egual valore.

Aumenta anche la consapevolezza della propria salute: non solo le persone migliorano ulteriormente la propria alimentazione e il proprio benessere fisico, ma cresce anche il numero di coloro che sono consapevolmente attenti a evitare sostanze nocive nella propria vita quotidiana – il cosiddetto "detoxing". Questo interessa non da ultimo le proprie quattro mura e quindi naturalmente anche i mobili di arredamento.

Moebeldesign 2.0 - Megatrend Natur

Un ulteriore megatrend è rappresentato dalla progressiva digitalizzazione che permea la vita quotidiana in tutti i settori. Il cosiddetto "Internet delle cose", coinvolge anche la propria abitazione. Grazie allo smartphone e al tablet tutti sono raggiungibili dappertutto, persino gli oggetti sono collegati in rete uno all'altro. Inoltre il posto di lavoro e la casa si fondono in un tutt'uno – l'"home office" è una modalità di lavoro consolidata da tempo. Ne risulta un interesse per la multifunzionalità – mobili che si adattino alla propria vita e alle proprie esigenze.

La globalizzazione e lo sviluppo in un unico insieme del mondo hanno cambiato il modello di vita di molte persone: per amore e per lavoro ci si trasferisce in media quattro volte e mezzo. Anche i mobili devono fare fronte a questi cambi di abitazione: devono durare a lungo ed essere resistenti, ma al contempo devono essere facili da smontare con un peso proprio ridotto.
Si oppone alla globalizzazione il megatrend della "individualizzazione". Le crescenti libertà e tolleranze anche verso modelli di vita alternativi aumentano anche le decisioni – in poche parole: la libertà obbliga alla scelta. Si cerca quindi di staccarsi dalla massa; il modo di vestirsi o di arredare la propria abitazione diventa lo schermo dove proiettare la propria personalità. Quasi tutti i mercati si differenziano progressivamente per rispondere a queste esigenze e anche nel proprio piccolo ognuno diventa un creatore – esplode il "fai da te".

Il legno è morto – lunga vita al legno

L'insieme di tutte queste tendenze mostra come vi sia solo un materiale in grado di rispondere a lungo termine a tutti questi requisiti: il legno. Oltre alla sua capacità di sottrarre CO2 dall'atmosfera e di legare il carbonio, il legno non deve essere prodotto – mentre il processo produttivo dell'acciaio o del vetro rilascia molti gas serra. L'impiego del legno è quindi doppiamente utile per l'ambiente e l'impronta di carbonio e contribuisce alla sostenibilità e alla tutela ambientale. Inoltre il legno può essere sfruttato come energia alla fine del suo ciclo di vita e non deve subire un laborioso processo di riciclo.

Il legno può avere un effetto positivo anche sulla salute: diversi studi dimostrano l'effetto rilassante del legno e le sue proprietà di regolazione climatica degli ambienti. Infine il legno convince anche per la sua longevità e flessibilità. E se la superficie a un certo punto non dovesse essere più di proprio gradimento, i mobili in legno possono essere carteggiati per essere poi nuovamente finiti a olio, trattati con vernice trasparente, con la cera o verniciati.

Moebeldesign 2.0 Holz

Tuttavia il materiale non deve piacere solo al cliente finale, ma deve essere interessante anche per chi lo trasforma o lo offre: dall'economicità del materiale alla sua disponibilità, un forte accento viene dato su una facile lavorabilità – dal produttore di mobili come dal progettista di interni.
Dati questi molteplici requisiti molti prodotti in legno tradizionali non presentano le qualifiche necessarie: diversi legni di latifoglie sono troppo costosi per molti consumatori a causa dei forti scarti e del processo produttivo. Il compensato non sempre viene gradito come superficie per la sua tipica "estetica da compensato" con un piallaccio. I pannelli MDF, HDF e di compensato richiedono una nobilitazione successiva con pellicole e bordatrici – il tutto a scapito della "naturalità".

BauBuche production

L'industria però ha pronti nuovi e innovativi materiali: grazie a processi produttivi altamente tecnologici la gamma di legni attuale può essere ampiamente integrata. Emerge in particolare il legno microlamellare: tramite sfogliatrici i tronchi degli alberi vengono trasformati quasi senza asportazione di trucioli e senza perdite di materiale in piallacci; questi vengono selezionati in base alla qualità, essiccati e incollati sotto pressione per realizzare prodotti a forma di pannello o di barra. Questa produzione non solo è economica ed efficiente a livello di risorse, ma apporta anche un'estetica totalmente nuova nel mercato decorativo. Le superfici ora non sono più definite dalla marezzatura del legno, a volte particolarmente marcata, ma acquistano un aspetto neutrale e discreto grazie alle eleganti linee. Il campo di impiego del legno microlamellare può diventare quindi sempre più universale e a lungo termine – senza pericolo di passare presto di moda. Inoltre il legno microlamellare offre al progettista grande spazio di configurazione in combinazione con altri tipi di legno, prodotti, materiali, forme e colori.

BauBuche Optik - Vergleich Buchenholz BauBuche

Grazie a questo processo produttivo legni come per esempio il faggio vivono un nuovo rinascimento. I faggi sono tra le latifoglie più comuni in Europa e vengono finora prevalentemente utilizzati in ambito termico – a spese dell'impatto climatico. Il robusto legno di latifoglia racchiude in sé un grande potenziale per il settore dei mobili e la finitura di interni.

Esempi di impiego di legno microlamellare di faggio:

Esempi di impiego di legno microlamellare di faggio

Per saperne di più sul faggio e sul legno microlamellare in faggio consultare il sito www.baubuche.com